Antonio Masullo Pittore


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Proposte

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  • Offro spazio espositivo errrante

I QUADRI SPORCHI SI LAVANO IN FAMIGLIA

Basta con la parola "artista, è ormai troppo inflazionata e manipolata suvvia non siamo nient'altro di più che dei semplici esseri umani

Il nostro spalmare colore su una tela equivale, come operazione intellettuale a quella di un barista che sistema le tazzine e i cornetti sul cabaret da portare al tavolo, il nostro scolpire pietre non è piu' "elevato" del tagliare siepi nel giardino comunale, i nostri quadri appesi nella galleria nel giorno dell'inaugurazione, hanno lo stesso valore delle vetrine addobbate nei saldi di un grande magazzino.

Smettiamola di riempirci la testa e i pensieri di un concetto ambiguo come quello dell'arte.

L'arte non esiste.

E' definito artista il giocoliere del circo, il cuoco che va' in televisione a preparare pietanze, il tennista che serve un ottimo colpo, l'imitatore che fa il verso dei telecronisti

Vi è mai venuto il dubbio che siete dei semplici "esecutori di operazioni meccaniche consentite dalle articolazioni del corpo umano" vi siete mai chiesti se essere "artisti" è un vezzo snob che la vostra mente non ha ancora superato e quindi rimosso... un po' come quando a 15 anni si è convinti che da grandi si farà il lavoro che si sogna..

Ma vi siete guardati dentro...anzi da fuori, e non vi siete accorti che siete circondati da gente che vi dice quanto sono belle le vostre cose, quanto siete bravi ... mentendo spudoratamenente visto che poi nessuno compra o è vera la tesi che l'artista da sempre è come o' professore o il parroco o il brigadiere, incanta gli ignoranti del paesello e viene deriso dall'intelligente con falsi sorrisi e gratuiti complimenti...

E allora decidiamo cosa è davvero l'arte e chi un vero artista.

Infiliamo le nostre tele in LAVATRICE e poi mettiamole ad asgiugare in galleria e vediamo cosa rimane dopo il bucato, stendiamo il concetto, vediamo quale essenza dell'arte rimane attaccata alle mollette

L'ARCA DI NON E'

Da un piccolo sodaggio tra amici pittori ho notato un certo malcontento sul mondo dell'arte nel panorama romano, dovuto all'assenza di luoghi dove poter esporre, alla rotazione nei più importanti spazi espositivi ferma sui soliti 7 nomi, alla mancanza di attenzione da parte delle istituzioni comunali nel promuovere iniziative serie e non politicizzate, alla ghettizzazione-contentino in spazi periferici irraggiungibili, inadeguati, disorganizzati e poco pubblicizzati.

Non trovando nessun canale di uscita, nessun luogo dove poter essere esposte, viste e forse comprate, le nostre opere si accumulano nei nostri studi, nelle nostre case, riempiono le nostre stanze, ostacolando con la loro presenza il nostro processo formativo.

Diventano fantasmi, figli bamboccioni del nostro subconscio creativo, che non trovando alloggi adeguati
contiunano a condividere i nostri spazi, soffocando la nostra evoluzione pittorica

La mia idea è quella di cacciarli via di casa, portarli fuori e incendiarli, e con loro bruciare la delusione istituzionale e il limite sociale e culturale che li circonda. Un limite che per noi ha il significato di NON E', ...e quindi

...NON E' più arte una passione che non conclude il suo processo creativo con l'esposizione
...NON E' culturalmente preparata un amministrazione non assiste l'arte
...NON E' fruitore d'arte un pubblico che non ha la possibilità di vedere opere altrimenti nascoste

Così ho pensato di costruire sulla spiaggia di Ostia, in un luogo già concordato, una galleria d'arte di legno, un arca da riempire di quadri di tutti coloro che vorranno partecipare a questa iniziativa, un ultima spiaggia dove riporre la possibilità che il nostro lavoro venga riconosciuto.

Verrà organizzata una mostra nella quale i visitatori, se troveranno un quadro che gli piace, offriranno una cifra all'artista, una specie di cauzione, che se verrà accettata, salverà l'opera dal Giudizio universale, ossia il rogo, che il giorno dopo vedrà l'arca con tutti i quadri non comprati all'interno, ardere in una serata di festa liberatoria.


Chi intende bruciare o forse vendere una o più opere può scrivermi

MAI PIU' "MA CHE SIGNIFICA QUESTO QUADRO?"

Se vi capita di sentirvi imbarazzati ogni volta che dovete prezzare i vostri quadri,

se vi è capitato di avere dei sensi di colpa quando il cliente paga migliaia di euro per avere una vostra opera,

se vi pesa gravare sul bilancio mensile dei vostri compratori,

da adesso è arrivato UBI VODE,

una sostanza che vi permetterà di giustificare e spiegare il vostro lavoro in quanto dà la possibilità di ascoltare il vostro pensiero mentre dipingevate la tela.

Finalmente il cliente potrà appendere il vostro quadro in salotto sicuro di non aver comprato qualcosa di insignificante, di non aver acquistato una bufala al posto di un opera d'arte.

Tranquillizzate quindi i vostri ammiratori vendendo un prodotto di garanzia con tanto di spiegazione sonora che potrà fare ascoltare se vuole ad amici e parenti che come sempre gli chiederanno "ma che significa questo quadro?"

MOSTRA AMARE L'ARTE

Cercasi spiaggia disposta ad ospitare questa mostra marittima


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